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27 agosto 2006

si riparte (forse)

trasferito qui




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25 maggio 2005

rimpiangendo fantozzi in periodo di recessione

qui.




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17 maggio 2005

il nome del pianista che non troverete su google

ammesso che vi sia ancora qualcuno che frequenta questo mortorio in attesa di rianimazione, segnalo che però qui io continuo a scrivere.




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11 maggio 2005

costituzione sì, costituzione no

se andate su la locanda riformista trovate due bei pezzetti che vi raccontano i pro e i contro della nuova carta costituzionale europea.




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7 maggio 2005

Diario, l'eterologa, la Madonna e un Paese bigotto (più io che sono stanco)

Diario di solito lo compro tutte le settimane. Ma è un periodo che sono un po’ preso dagli impegni, venerdì ero di fretta, sono passato dall’edicola e ho lasciato perdere. Tanto poi, mi sono detto, non ho il tempo per leggerlo. Ho da pensare agli affaracci miei, quando sono stanco mi rincoglionisco davanti alla televisione e tiro avanti pensando all’estate, agli amici, all’università che finisce. Ho voglia di stare tra persone a me care, di divertirmi, di lasciare che le cose vadano da sé.

Stamattina poi apro il giornale (nel mio caso il Corriere) e scopro che proprio sulla copertina di Diario è scoppiato quello che in gergo giornalistico neutro si chiamerebbe un caso. In verità è l’ennesima lancio di stracci in un Paese stupido e bigotto. Per chi non l’ha vista: la copertina raffigura la Madonna con la scritta "Fecondazione eterologa? Maria disse sì". Non mi pare neppure quella gran genialata: semplice provocazione per chi confonde il cristianesimo con la tradizione e non è capace di confrontarsi col dubbio, la complessità dei fatti, lo scandalo che sta dietro a ogni parola di quel testo rivoluzionario che è il Vangelo.

Mi è del tutto incomprensibile quindi come sia possibile che su Diario si sia abbattuta una vera e propria bufera. L’Udc in prima fila: è una copertina blasfema – dicono - intervengano i giudici. A fare che? Probabilmente sequestrare il settimanale nelle edicole. Subito mi è venuto da sorridere. Però i campioni del garantismo, ci mettono poco a invocare la legge per mettere a tacere le voci che non gli piacciono. Che sfiga per Deaglio non avere tre televisioni. L’ho detta tra me e me, ma non mi ha fatto molto ridere.

E’ più l’amarezza di stare in un Paese che non mi piace, oscurantista e pecorone. Dove non sai cosa fare, come farti sentire, quando protestare. Ho firmato per questo referendum, quando posso ne parlo con chi mi è vicino, sottoscrivo gli appelli on-line. E più si va avanti e più mi disgusta combattere una battaglia ad armi impari. Dove si usa il silenzio complice di tv accondiscendenti, l’incenso delle chiese, quorum sballati e l’ignavia di larghe fette di politici per affossare insieme al referendum ogni tipo di dibattito. E chi protesta, pensate un po’, è anticattolico. Come se lo scontro non l’avessero cercato chi è andato a fare questa legge che neppure è applicabile, da quanto è insensata. Però, e questo è importante, non dispiace troppo a Trastevere.

Di nuotare nel guano, diciamola tutta, non se ne ha sempre voglia. Per quello che conta io domani esco presto, mi compro Diario, se lo trovo ancora, e me lo vado a leggere al mare. Di più non posso fare. Non è colpa mia se l’Italia è quello che è.

(diario)




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5 maggio 2005

giangiacomo

Del mio innamoramento per i volumi vintage della feltrinelli ho già detto
Qui racconto un poco la storia del fondatore della casa editrice.




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29 aprile 2005

figurarsi noi...

A volte sono sorpreso io stesso dall'eco che le nostre prese di posizine provocano sui giornali.

(Camillo Ruini, Corriere della Sera)




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27 aprile 2005

qualcuno era comunista

 PAPA WOJTYLA: FONTI POLACCHE, SUO AMICO ERA AGENTE COMUNISTA
(ANSA-AFP) - VARSAVIA, 27 APR - Padre Konrad Hejmo, un religioso domenicano che ha lavorato in Vaticano e che era molto vicino al defunto Papa Wojtyla, è stato un collaboratore dei servizi di sicurezza comunisti polacchi. Lo ha annunciato oggi Leon Kieres, responsabile dell'Istituto della memoria nazionale, che si occupa dei crimini nazisti e comunisti. (ANSA-AFP).

(ansa)




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26 aprile 2005

apdait

mentre qui si latita (non è escluso che si chiuda causa mancanza di tempo), la locanda riformista prosegue nei suoi aggiornamenti.




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22 aprile 2005

aria fresca

Sovente si spaccia l’esercizio dello spirito critico e la costruzione di un sapere fallibile e rivedibile come assenza di responsabilità e cedimento a qualsiasi protervia. Ma chiunque abbia mai davvero partecipato a questa paziente e faticosa impresa sa che è tutto il contrario. Ciò che spirito critico e società aperta consentono è che qualunque punto di vista abbia i propri difensori pubblici; quello che esigono è che la difesa non si limiti a imposizioni o scomuniche, bensì porti delle ragioni. Questo è «relativismo»? Non ho paura delle parole, ma allora sono relativisti anche Jefferson e Cattaneo, Einaudi e Popper. Comunque sia, non c’è qui traccia alcuna di dittatura, perché il nucleo della tradizione liberale è la consapevolezza che fare tacere anche uno solo è un danno, ancor prima che per lui, per il resto della comunità.

Giulio Giorello, sul Corriere della Sera di oggi




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