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Diario, l'eterologa, la Madonna e un Paese bigotto (più io che sono stanco)

Diario di solito lo compro tutte le settimane. Ma è un periodo che sono un po’ preso dagli impegni, venerdì ero di fretta, sono passato dall’edicola e ho lasciato perdere. Tanto poi, mi sono detto, non ho il tempo per leggerlo. Ho da pensare agli affaracci miei, quando sono stanco mi rincoglionisco davanti alla televisione e tiro avanti pensando all’estate, agli amici, all’università che finisce. Ho voglia di stare tra persone a me care, di divertirmi, di lasciare che le cose vadano da sé.

Stamattina poi apro il giornale (nel mio caso il Corriere) e scopro che proprio sulla copertina di Diario è scoppiato quello che in gergo giornalistico neutro si chiamerebbe un caso. In verità è l’ennesima lancio di stracci in un Paese stupido e bigotto. Per chi non l’ha vista: la copertina raffigura la Madonna con la scritta "Fecondazione eterologa? Maria disse sì". Non mi pare neppure quella gran genialata: semplice provocazione per chi confonde il cristianesimo con la tradizione e non è capace di confrontarsi col dubbio, la complessità dei fatti, lo scandalo che sta dietro a ogni parola di quel testo rivoluzionario che è il Vangelo.

Mi è del tutto incomprensibile quindi come sia possibile che su Diario si sia abbattuta una vera e propria bufera. L’Udc in prima fila: è una copertina blasfema – dicono - intervengano i giudici. A fare che? Probabilmente sequestrare il settimanale nelle edicole. Subito mi è venuto da sorridere. Però i campioni del garantismo, ci mettono poco a invocare la legge per mettere a tacere le voci che non gli piacciono. Che sfiga per Deaglio non avere tre televisioni. L’ho detta tra me e me, ma non mi ha fatto molto ridere.

E’ più l’amarezza di stare in un Paese che non mi piace, oscurantista e pecorone. Dove non sai cosa fare, come farti sentire, quando protestare. Ho firmato per questo referendum, quando posso ne parlo con chi mi è vicino, sottoscrivo gli appelli on-line. E più si va avanti e più mi disgusta combattere una battaglia ad armi impari. Dove si usa il silenzio complice di tv accondiscendenti, l’incenso delle chiese, quorum sballati e l’ignavia di larghe fette di politici per affossare insieme al referendum ogni tipo di dibattito. E chi protesta, pensate un po’, è anticattolico. Come se lo scontro non l’avessero cercato chi è andato a fare questa legge che neppure è applicabile, da quanto è insensata. Però, e questo è importante, non dispiace troppo a Trastevere.

Di nuotare nel guano, diciamola tutta, non se ne ha sempre voglia. Per quello che conta io domani esco presto, mi compro Diario, se lo trovo ancora, e me lo vado a leggere al mare. Di più non posso fare. Non è colpa mia se l’Italia è quello che è.

(diario)

Pubblicato il 7/5/2005 alle 23.22 nella rubrica Diario.

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